Prezzi Dentista Croazia

Abbiamo fatto delle ricerca, sia in rete, che di persona, ascoltando decine, dei nostri pazienti, che all’ultimo momento, ci informavano, che se non sarebbero venuti da noi, si sarebbero recati dal Dentista Croazia. In confidenza, parlando abbiamo chiesto i preventivi, che gli sono stati realizzati da queste cliniche, mettendoli un attimo insieme, siamo riusciti ad avere una media, abbastanza attendibile, e siamo arrivati alla conclusione, che generalmente i prezzi, prendendo come riferimento una intera arcata dentale da riabilitare, con la tecnica del carico immediato, che generalmente loro ci mettono circa 7 – 10 giorni e usano protesi di Tipo standrdizzato Toronto Bridge, sui 6.900/8.500 euro per arcata.

Una volta messi assieme tutti i preventivi, ci siamo accorti, leggendo attentamente, che tanti servizi e materiali, negli stessi erano semplicemente omessi, in modo tale, ad un paziento poco esperto, passa un tipo di servizio ad un costo certamente minore.

Infine non prendiamoci in giro, girando sul web, leggiamo e i pazienti leggono, risparmio dal 60 all’80% se cosi’ fosse , partendo ad esempio dal nostro prezzo di 7.800 euro per una intera arcata dentale, con materiali di altissima qualità. sia strutturale, che estetica i prezzi in Croazia dovrebbero aggirarsi su 2.500 / 3.000 euro per ogni arcata dentale finita, siccome sappiamo benissimo che così non è perchè tramite i nostri pazienti, siamo venuti in possesso di svariati preventivi, questa si può certamente indicare come PUBBLICITA’ INGANNEVOLE. IL PROBLE PERO’ E’ CHE SICCOME I NOSTRI GIUDICI NON POSSEGGONO GIURISDIZIONE AL DI FUORI DELL’ITALIA, ANCHE SE LI DENUNCI TE LA PRENDI IN SACCOCCIA.

A BUON INTENDITOR POCHE PAROL.

Impianti dentali con barra

impianti-dentali-barra-overdentureGli impianti dentali con barra sono costruiti in titanio inseriti nella mandibola e/o nella mascella (osteointegrati) ed uniti insieme (solidarizzati) da una barra anch’essa in titanio od oro e servono per mantenere in posizione la protesi overdenture (ovvero la classica dentiera fissata con impianti) permettendo comunque al portatore di sganciarla ed estrarla dalla bocca per la quotidiana igiene orale domiciliare.

Quando si utilizzano gli impianti dentali con barra ?

Gli impianti con barra si utilizzano quando il paziente desidera stabilizzare una volta per tutte la sua dentiera che, nel tempo, tende sempre più a muoversi nonostante l’operazione di ribasatura della protesi o l’utilizzo di adesivo per dentiere.

Il basculamento della protesi si accentua durante la masticazione e la fonazione (quando parliamo) e tutto ciò comporta un enorme disagio al portatore sia dal punto di vista funzionale che estetico poiché teme sempre che la dentiera possa “saltare via” da un momento all’altro.

Gli impianti dentali con barra risolvono definitivamente questo problema poiché la dentiera non si muoverà dalla corretta posizione fino a quando sarà proprio il portatore a toglierla eseguendo appositi movimenti .

Inserire gli impianti e collegare la barra

Prima di inserire gli impianti dentali con barra o mini impianti, il dentista procede con l’anamnesi del paziente ed gli esami radiologici (panoramica dentale e TAC tridimensionale o Dentalscan) per avere un quadro clinico completo.

Deve essere verificata la quantità nonché la quantità di osso disponibile per la corretta osteointegrazione, l’assenza di malattie sistemiche o parodontite che potrebbero creare problemi con agli impianti, determinarne il fallimento chiamato comunemente rigetto dell’impianto dentale.

Verificata la presenza delle condizioni necessarie sufficienti per la buona riuscita dell’implantologia, il medico può procede in due modi:

  • Inserimento impianti, collegamento della barra e protesizzazione immediata
    in questo caso il lavoro viene finito in poche ore e nella stessa seduta o, al massimo, in quella successiva poiché gli impianti hanno un’immediata buona tenuta e la barra in titanio che li collega ne aumenta ulteriormente la “stabilità primaria” ovvero la stabilità che ogni singolo impianto ha appena inserito nell’osso mascellare (la stabilità secondaria, invece, è quella che l’impianto viene ad avere dopo il processo di integrazione con l’osso). La protesi mobile che, in questi casi prende il nome di overdenture, può essere consegnata subito così il paziente potrà tornare a casa senza problemi funzionali od estetici
    In questo caso si dice che il dentista adotta la tecnica del carico immediato.
  • Inserimento impianti con barra, protesi mobile provvisoria, overdenture definitiva
    Se le viti in titanio inserite necessitano di un periodo di integrazione senza essere sollecitati dalle forze che si manifestano durante la masticazione, al paziente è preparata una protesi mobile provvisoria che sarà sostituita da quella definitiva quando gli impianti saranno ben saldi in bocca ed uniti dalla barra in titanio che avrà il compito di ritenere l’overdenture in posizione.

La protesi overdenture rimane ben salda nella corretta posizione grazie a delle clip a sella che si agganciano alla barra ancorata agli impianti ma potrà essere rimossa tutte le volte che il paziente ne avrà la necessità.

Entrambe le procedure descritte sono portate a termine con interventi mininvasivi ed utilizzando la normale anestesia locale. Per i pazienti più ansiosi è possibile optare per la sedazione cosciente con protossido d’azoto o in vena oppure .

Impianti dentali per protesi fissa

differenza-ponte-circolare-protesi-fissa-su-impianti-arcata-supGli impianti dentali per protesi fissa sono impiegati per riabilitare completamente l’arcata dentaria (o entrambe le arcate); ad essi è possibile assicurare una protesi fissa con flangia rosa che simula la gengiva e sulla quale sono fissati i denti protesici oppure un ponte circolare completo senza flangia (i denti protesici escono direttamente dalle gengive naturali del paziente).

Inserimento impianti dentali per protesi fissa

In base allo studio della panoramica dentale che permette all’implantologo di verificare la quantità e qualità di osso presente nei mascellari, è possibile arrivare a collocare la protesi fissa su impianti dentali attraverso le seguenti procedure:

A carico differito con protesi mobile temporanea

Difronte a scarsa quantità o qualità di osso che non consente il carico immediato, il dentista procede con la tecnica implantologica che prevede due interventi: il primo per incidere le gengive a mezzo bisturi, collocare gli impianti che rimarranno sommersi (sotto la gengiva) per tutto il tempo della loro osteointegrazione e la sutura dei lembi creati.

Dopo il primo intervento, al paziente è consegnata una protesi mobile (la classica dentiera) che utilizzerà fino a quando gli impianti dentali non saranno ben integrati nei mascellari.

Il secondo intervento chirurgico prevede una nuova incisione delle gengive per scoprire gli impianti dentali e connettere a questi ultimi la protesi fissa.

A carico immediato con protesi fissa provvisoria montata subito sugli impianti

Secondo l’implantologia moderna, il metodo più avanzato per l’inserimento degli impianti dentali endossei scaturisce dall’utilizzo dell’implantologia computer assistita congiuntamente a quella transmucosa per realizzare il carico immediato.

In breve, dopo la Tomografia Computerizzata tridimensionale (o DENTALSCAN), e la ricostruzione al computer delle ossa mascellari del paziente, il dentista, attraverso uno speciale software, procede con la simulazione dell’intervento per il posizionamento degli impianti dentali per la protesi fissa e spedisce tutti i dati alla casa madre che provvederà a realizzare la dima chirurgica con la guida della quale effettuerà l’intervento di chirurgia implantare vero e proprio.

Se il caso in esame lo permette, le gengive del paziente non dovranno essere incise con il bisturi poiché potranno essere perforate, in modo assolutamente indolore, in un’unica volta insieme all’osso; questa tecnica sta alla base dell’implantologia transmucosa.

Una volta terminato l’inserimento degli impianti e dei monconi o abutment, è la volta della connessione tra questi ultimi e la protesi fissa provvisoria che avrà l’importante compito di permettere la completa guarigione dei tessuti gengivali nella posizione corretta, permettere l’osteointegrazione degli impianti senza lasciare il paziente privo di denti, viene quindi ripristinata immediatamente sia la funzione masticatoria che quella estetica.

La protesi fissa provvisoria è importante anche perché permette al paziente di valutare in anticipo quello che sarà il lavoro definitivo, stiamo parlando della forma, dimensione e del colore dei denti. Ultimamente è molto di moda scegliere denti bianchissimi ma non poche persone, dopo aver visto il bianco “sparato”, stile Hollywood, del provvisorio hanno optato per un colore meno intenso per il definitivo,.

Terminato il periodo di osteointegrazione (circa 3 o 4 mesi per la mandibola e 5 o 6 mesi per la mascella), il paziente viene richiamato in studio per sostituire la protesi temporanea con la protesi fissa definitiva su impianti dentali già osteointegrati.

Le successive visite di controllo serviranno per accertare la corretta collocazione della nuova protesi fissa nonché per, eventualmente, apportare piccoli aggiustamenti in modo che la stessa calzi a pennello e non crei problemi ne per quanto riguarda la corretta occlusione ne per la fonazione.

Quando il medico prevede l’utilizzo di soli 4 impianti dentali per la protesi fissa ed il carico immediato, siamo nell’ambito dell’implantologia ALL ON 4 (tutto su 4 impianti) ovvero la procedura implantologica che permette la riabilitazione protesica di un’intera arcata utilizzando il carico immediato su solo 4 impianti dentali inseriti in punti ben precisi dell’osso mascellare.

Ribasatura della protesi fissa

Dopo il posizionamento sugli impianti della protesi fissa e con il passare del tempo, le gengive e l’osso tendono al riassorbimento che, in alcuni casi, è molto marcato mentre in altri risulta impercettibile. Allo scopo di assicurare al paziente il miglior confort possibile durante la masticazione e la fonazione, il dentista effettua ispezioni periodiche per stabilire se la protesi fissa debba subire un ribasatura o meno.

Effettuare la ribasatura della protesi vuol dire migliorare il contatto che c’è tra la flangia di resina rosa e i tessuti gengivali sottostanti.

Ribasare la protesi vuol dire migliorare il contatto che c’è tra la flangia di resina rosa e i tessuti gengivali sottostanti.

Comportamenti post intervento

Nell’immediato post intervento durante il quale il dentista ha provveduto alla collocazione della protesi fissa provvisoria, il paziente deve avere l’accortezza di seguire una dieta in cui siano banditi cibi eccessivamente duri almeno per i primi due mesi (stiamo parlando di non sgranocchiare le ossa-costolette, non mordere il ghiaccio od il torrone etc.).

Dopo un periodo relativamente lungo senza denti, il paziente potrebbe riscontrare problemi di lieve entità come mordersi il labbro o le guance durante la masticazione o la fonazione. Tutti questi inconvenienti sono transitori e scompaiono non appena la bocca si sarà adattata ai nuovi denti.

Nonostante non si abbia denti veri in bocca, l’igiene orale domiciliare deve essere sempre rispettata poiché è necessario preservare i tessuti gengivale per scongiurare gengiviti e infiammazioni dei tessuti che stanno accanto agli impianti dentali (mucosite perimplantare). La pulizia della protesi fissa deve essere eseguita quotidianamente.

Ogni 3 o 6 mesi è necessario recarsi dal dentista che provvederà a smontare dagli impianti la protesi fissa, a ripulirla dai detriti di cibo rimasti incastrati ed a riposizionarla.

Alternative alla protesi fissa su impianti

Oltre alla protesi dentaria fissa esistono valide alternative per risolvere il problema della mancanza totale di denti. Una soluzione più costosa è rappresentata dal ponte circolare completo su impianti dentali che è caratterizzato dalla mancanza della gengiva finta ed i denti finti escono direttamente dalle gengive naturali del paziente.

Oltre alla mancanza di flangia, i ponte circolare è costruito con materiali più pregiati e con resa estetica maggiore.

L’alternativa più economica consiste, invece, nell’inserimento di impianti dentali per protesi fissa ancorata ad una barra; questa soluzione è chiamata overdenture. In breve, consiste in una protesi dentale removibile poiché il paziente ha la possibilità di toglierla, effettuare l’igiene orale domiciliare e riposizionarla ancorandola nuovamente agli impianti dentali che hanno il preciso compito di stabilizzarla.

Differenza tra implantologia iuxtaossea e osteointegrata

Che differenza c’è tra l’implantologia osteointegrata e quella iuxtaossea ? Sostanzialmente, la prima prevede l’inserimento degli impianti dentali direttamente nell’osso con tecniche mininvasive mentre la iuxtaossea posiziona una griglia tra osso e periostio.

Per dare ai nostri lettori un’idea di massima di quali sono le principali differenze tra l’implantologia iuxtaossea e l’implantologia osteointegrata, abbiamo preparato questo breve articolo che riassume e confronta le caratteristiche delle due tecniche che hanno come scopo comune quello di ripristinare sia la funzionalità masticatoria che quella estetica di paziente completamente edentuli (che hanno perso tutti i denti).

Caratteristiche dell’implantologia iuxtaossea

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  • Necessita di due rientri chirurgici molto invasivi;
  • La griglia in titanio è progettata e realizzata da artigiani odontotecnici che devono essere altamente specializzati;
  • Non permette risultati facilmente predicibili e duraturi nel lungo periodo;
  • Se il soggetto sottoposto ad implantologia iuxtaossea era incline a patologie del parodonto, un’ipotetica perimplantite potrebbe diffondersi così velocemente da inficiare tutto il lavoro.

Caratteristiche dell’implantologia osteointegrata

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  • Nei casi migliori, non è necessario nessun intervento chirurgico poiché l’implantologia transmucosa permette il posizionamento degli impianti senza l’utilizzo del bisturi;
  • Gli impianti sono realizzati da ditte che investono molto in ricerca e sperimentazione; inoltre, il mercato altamente concorrenziale, spinge i produttori di impianti dentali all’innovazione continua e ciò avvantaggia il paziente;
  • Grazie all’ampia documentazione ed alle nuove tecnologie, permette, non solo di prevedere il risultato finale e di garantirlo per molti anni, ma anche di previsionarne l’impatto estetico con grande soddisfazione del paziente;
  • Anche se il paziente soffre di parodontite, con le dovute cautele del caso, è possibile sottoporlo ad implantologia osteointegrata con successo e, nel caso la perimplantite si manifestasse, sarebbe circoscritta solo all’area dell’impianto che è possibile sostituire in qualsiasi momento (evento non augurabile ma fattibile). Esistono, inoltre, molti metodi per curare la perimplantite, ad esempio si può impiegare il laser o i-Brush.

Ovviamente questo elenco è puramente generico e non può dare le risposte per tutti i casi particolari che possono verificarsi; ecco perché vi invitiamo a leggerlo per una corretta informazione ma ad approfondire il discorso con il vostro medico o dentista di fiducia che conosce bene le tecniche da utilizzare nel vostro caso specifico.

Corona in metallo ceramica

DSC01682La corona in metallo ceramica è la capsula protesica più utilizzata la mondo, è costituita dalla cappetta (o struttura portante) in metallo (cromo acciaio e cobalto, oro platino) e dal rivestimento esterno in ceramica.

In termini di costi, essa è caratterizzata da un ottimo rapporto qualità/prezzo.

Costruzione

La costruzione della corona in metallo ceramica per la copertura del dente o dell’impianto dentale è la protesi fissa che prevede l’utilizzo di due parti ben distinte:

La cappetta in metallo

essa rappresenta il rivestimento metallico a contatto con il dente ridotto a moncone oppure con la testa del perno moncone od anche con l’impianto dentale.

La sua funzione è quella di conferire alla corona resistenza ai carichi masticatori nonché di fornire la struttura che sarà ricoperta dalla ceramica.

Il rivestimento esterno in ceramica

E’ la parte del dente che si vede e che è direttamente coinvolta nella masticazione; in altre parole, la parte che prima del lavoro del dentista, era chiamata corona naturale del dente.

Materiali

Negli ultimi tempi, l’odontoiatria ha fatto passi da gigante non solo grazie all’utilizzo del computer e software particolari, ma anche a nuovi materiali e miglioramento di quelli utilizzati in precedenza.

La cappetta della corona metallo ceramica può essere costruita utilizzando differenti metalli che ne determinano la straordinaria resistenza ma anche il costo:

  • Leghe metalliche pregiate: oro, platino ed oro bianco;
  • Leghe metalliche semplici: cromo, acciaio e cobalto

Vantaggi della corona in metallo ceramica

  • Straordinaria resistenza ai carichi masticatori;
  • Adatta ad incapsulare sia i denti frontali che quelli posteriori;
  • Ottimo rapporto qualità prezzo;
  • Ottima resa estetica;
  • Non cambia colore nel tempo;
  • Se ben realizzata è molto difficile distinguerla dagli altri denti;
  • Il colore può essere facilmente personalizzabile in base ai denti adiacenti o ad una scala di colori internazionale

Svantaggi

  • L’anima in metallo potrebbe essere dannosa per quei pazienti con allergie ai metalli impiegati;
  • Se le gengive si ritirano, il bordino grigio scuro o nero della struttura metallica si scopre ed è visibile al nostro interlocutore;
  • La presenza del metallo all’interno della corona impedisce alla luce di attraversare completamente la protesi come accade con i denti naturali (tecnicamente si dice che il metallo impedisce la naturale translucenza della ceramica), in ambienti con luci particolari, i denti appaiono scuri anziché più bianchi del solito ed è quindi facile distinguere i denti veri da quelli falsi.

Utilizzo

La corona in metallo ceramica è utilizzata in differenti campi dell’odontoiatria:

  • in implantologia per la copertura dell’impianto dentale o, unita ad altre corone, per la realizzazione di ponti circolari completi;
  • in endodonzia per proteggere l’elemento dentale dopo averlo curato dalla carie o dopo la devitalizzazione del dente.

Le impronte dentali

Le impronte dentali sono lo strumento con cui l’odontotecnico riproduce totalmente o parzialmente le arcate dentali del paziente, ottenendo un modello in gesso o digitale (computerizzato) che serve per la costruzione di una protesi, per la progettazione dell’apparecchio ortodontico o per trasferire sul modello in gesso il posizionamento degli impianti dentali a cui connettere la protesi fissa una volta ultimata.

Come si prendono le impronte dentali ?img.jpegrs

La presa delle impronte dentali classica prevede l’utilizzo di un cucchiaio porta-impronte di metallo o di silicone/plastica anatomico a forma di arcata o semiarcata a seconda dell’impronta da rilevare.

Il cucchiaio viene riempito di una speciale pasta morbida ed inserito nella bocca del paziente in modo tale che i denti affondino nella pasta e viene tenuto in tale posizione fino a quando la pasta stessa non sarà completamente indurita, si tratta di pochi minuti.

Quando il dentista ritiene che il materiale utilizzato abbia raggiunto la durezza sufficiente, il cucchiaio viene sfilato dalla bocca con estrema cura per evitare che il calco ottenuto subisca alterazioni.

Al termine dell’operazione descritta, l’odontotecnico riceve il calco che è l’esatto negativo della forma di denti e gengive del paziente. Per ottenere il modello (positivo), non serve altro che effettuare la colata del gesso o della resina all’interno delle impronte dentali ed attenderne l’indurimento.

Materiali utilizzati

I produttori di materiali per l’odontoiatria ogni anno presentano materiali sempre più innovativi per rilevare le impronte dentali. Lo scopo di questo articolo paragrafo è quello di presentare quelli più utilizzati e che ritroviamo nello studio del nostro dentista di fiducia.

Alginato per impronte

si tratta di un derivato dell’acido alginico a sua volta estratto da alghe marine e fornisce quella che è la classica pasta rosa per la presa delle impronte.

Le caratteristiche principali dell’alginato: economico, pratico (basta miscelare la polvere venduta in sacchetti con acqua), discretamente preciso, indurisce in meno di un minuto riducendo i fastidi al paziente.

A causa della tendenza dell’alginato a disidratarsi velocemente e quindi a cambiare forma, è necessario procedere con la colata del gesso il più presto possibile.

Prima della colata di gesso, l’odontotecnico rimuove i residui di saliva e sangue immergendo l’impronta in una soluzione di solfato di potassio per qualche minuto e poi la asciuga con un getto d’aria.

Materiali al silicone:

I materiali al silicone per le impronte dentali sono composti da due paste differenti che vengono vendute separatamente e devono essere tenute separate fino al momento del loro utilizzo.

Il dentista prepara il portaimpronte e lo riempie con la pasta ottenuta mischiando le prime due.

Il vantaggio di questo metodo è che il calco ottenuto è molto più preciso rispetto a quello fatto con l’alginato e tende meno alla disidratazione quindi cambia forma meno velocemente.

Tra gli svantaggi c’è il maggior costo ed il fatto che indurisce meno velocemente.

Tecnica della doppia impronta

Quando il paziente richiede lavori protesici con elevate esigenze estetiche, è fondamentale ottenere delle impronte dentali che riproducono perfettamente non solo la forma e la posizione dei denti ma anche dei tessuti molli ed in questi casi viene impiegata la procedura detta “tecnica a doppia impronta” che consiste proprio nel rilevare le impronte due volte.

Il primo passaggio è quello di rilevare la prima impronta utilizzando una pasta morbida sulla quale viene stesa una pellicola trasparente che serve per riservare lo spazio occupato dalla pasta per la seconda impronta; dopo il primo passaggio, il dentista toglie la pellicola trasparente e con una speciale siringa riempie nuovamente il portaimpronte con un materiale (elastomero) molto fluido senza rimuovere il materiale precedente già indurito.

L’utilizzo del secondo materiale durante la seconda presa di impronte garantisce il massimo della precisione.

La tecnica della doppia impronta è spesso utilizzata quando il dentista o l’implantologo ha a che fare con impianti dentali che necessitano della massima precisione possibile.

Disagi: stimolo del vomito e senso di soffocamento

Alcune persone temono il momento in cui il dentista deve prendere loro le impronte dentali poiché, l’ingombro del cucchiaio e dalla pasta provoca la sensazione di soffocamento.

Altre persone, invece, durante la presa delle impronte dentali, specialmente quelle dell’arcata superiore, avvertono lo stimolo del vomito provocato, in alcuni casi, da eccessiva quantità di pasta o dalla semplice autosuggestione, ansia (emetofobia).

I dentisti conoscono bene queste problematiche quindi basterà far presente i propri timori al medico che ci segue per avere qualche semplice consiglio per superare le proprie paure come ad esempio: respirare con il naso e lentamente e non stare con la testa troppo indietro.

Per le persone molto ansiose, il dentista potrebbe consigliare qualche goccia di ansiolitico da assumere qualche minuto prima.

Alternative tecnologiche

Il momento della presa delle impronte dentali non piace a nessuno poiché, come detto nel paragrafo precedente, può provocare disagi come vomito, senso di soffocamento ed ansia.

Se a ciò aggiungiamo che il calco così ottenuto deve essere necessariamente trasformato in un modello in gesso per poi essere scannerizzato se desideriamo avvalerci della nuova tecnologia CAD/CAD dentale per la costruzione di protesi dentarie, è presumibile che a breve questo metodo tradizionale verrà sostituito da altri più innovativi.

Oggi i dentisti possono sostituire il classico metodo di rilevazione delle impronte attraverso l’utilizzo della lampada o manipolo intraorale che trasmette al computer le informazioni lette all’interno del cavo orale del paziente così che il software allegato possa creare quelle che vengono definite le impronte dentali digitali.

Microscopio odontoiatrico per apicectomia

03Nuove tecnologie al servizio dei dentisti: microscopio odontoiatrico, occhiali telescopici e punte ad ultrasuoni

Come in tutte le branche dell’odontoiatria, anche l’endodonzia si avvale, oggi, di nuove tecnologie che permettono di raggiungere risultati fino a pochi anni fa impensabili.

Uno dei grandi problemi per risolvere con successo l’apicectomia per curare il granuloma dentale, era costituito dalle attrezzature a disposizione del medico.

Punte ad ultrasuoni

L’adozione delle punte ad ultrasuoni durante l’intervento di apicectomia, ha permesso all’odontoiatra di avere a disposizione strumenti della grandezza necessaria per preparare adeguatamente il canale radicolare (detta anche cavità); questo comporta una migliore otturazione retrograda della radice del dente, risultati più soddisfacenti e duraturi nonché il massimo rispetto dei tessuti coinvolti.

Occhiali telescopici

Finché l’infezione da eliminare attraverso l’apicectomia aggredisce i denti frontali, gli strumenti ottici del dentista garantiscono una discreta visione del campo operatorio: stiamo parlando della vista del medico e della lampada che solitamente è fissata alla poltrona del dentista (tecnicamente si dice “riunito”).

Quando però l’intervento deve essere effettuato su denti posteriori (molari e premolari), specie se dal lato linguale o palatale, le cose si fanno più complicate poiché il campo operatorio non è più così illuminato e visibile.

Allo scopo di migliorare le condizioni di illuminazione del sito e di visibilità dell’operatore, sono stai introdotti gli occhiali telescopici che hanno 2 caratteristiche importanti:

  • ingrandiscono la porzione di spazio in cui sono diretti (ingrandimento 2x fino a 7x);
  • sono completi di lampada montata centralmente tra le sopracciglia di chi li indossa così da permettere di concentrare il fascio di luce in direzione dello sguardo del medico (fascio di luce coassiale).

Anche gli occhiali telescopici, però, possono essere insufficienti in determinate situazioni.

Il microscopio odontoiatrico (od operatorio)

In situazioni particolarmente complesse dal punto di vista della visibilità, a sostituire gli occhiali telescopici, ci pensa il microscopio odontoiatrico che permette ingrandimenti da un minimo di 2,5x fino ad un massimo di 25x.
L’utilizzo del microscopio durante l’apicectomia e non solo comporta numerosi vantaggi:

  • Migliora la visibilità del campo operatorio;
  • Permette al medico di attuare con massima precisione la tecnica operatoria prescelta;
  • Permette di controllare fin nei minimi particolari i passaggi già svolti;
  • Permette una prognosi più esatta e risultati a lungo termine più predicibili.

Utilizzando gli strumenti ad ultrasuoni ed il microscopio odontoiatrico, il dentista è in grado di lavorare con molta più precisione e rispettando maggiormente i tessuti biologici coinvolti.

Va da se quindi che anche il post operatorio dell’apicectomia ne trae grandi vantaggi sia in termini di tempi ridotti per la guarigione sia in termini di minor stress e più fiducia nella terapia da parte del paziente

Apicectomia: rischi e complicanze nel post operatorio

apicectomia-def-300x300L’intervento di apicectomia mira ad eliminare l’infezione localizzata nella punta della radice del dente ed è posta in essere quanto non è possibile procedere con una normale devitalizzazione o ritrattamento canale.

Essa è una vera e propria operazione chirurgica, anche se di microchirurgia orale, e come tale deve essere trattata anche nel post operatorio per evitare rischi, complicanze e fallimenti che comportano l’inevitabile estrazione del dente.

Disturbi post-operatorio subito dopo l’apicectomia

La reazione nel post apicectomia è diversa da paziente a paziente ma possiamo cogliere delle caratteristiche comuni.

I disturbi post-operatori che il paziente può accusare sono paragonabili a quelli che si verificano in seguito all’estrazione di un elemento dentale ovvero:

  • Dolore e gonfiore della parte trattata (soprattutto nelle 24 ore successive);
  • Leggero e sporadico sanguinamento delle gengive;
  • Impedimento della corretta masticazione;
  • Indolenzimento generale del lato del viso in cui è stata praticato l’intervento (disturbo raro);
  • I denti adiacenti a quello trattato potrebbero risentire dello stress accusato dalla gengiva.

Indicazioni per il paziente dopo l’apicectomia

Dopo l’apicectomia, il paziente viene istruito dal medico circa i comportamenti da tenere, quelli da evitare, l’eventuale dieta, le medicazioni nonché i medicinali da prendere.
Ecco una breve e generica lista:

  • Apporre la borsa del ghiaccio sulla guancia relativa alla parte della bocca trattata;
  • Non stuzzicare i punti di sutura con la lingua poiché potrebbero allentarsi;
  • Continuare, anche nel post intervento, l’assunzione di antibiotici (nel caso si sia cominciato prima dell’operazione) oppure cominciare se il medico li prescrive;
  • Non masticare dalla parte che è stata oggetto dell’apicectomia;
  • Seguire una dieta a base di cibi morbidi costituita da alimenti soffici come purè, zuppe tiepide, minestre tiepide, frullati, carne macinata, omogeneizzati, budini, polpette, pesce bollito e bevande ne troppo fredde ne troppo calde;
  • Assumere regolarmente gli antidolorifici e gli antiedemigeni durante la settimana post intervento, la somministrazione continua di FANS minimizza il dolore e riduce il gonfiore in tempi brevi. Particolarmente indicato per tenere a bada il dolore è l’ibuprofene (es. Brufen, Moment);
  • Spazzolare i denti facendo molta attenzione alla ferita;
  • Utilizzare uno spazzolino con setole morbide;
  • Non utilizzare lo spazzolino elettrico per evitare accidentalmente di strappare i punti;
  • Non passare il filo interdentale accanto ai tessuti molli del dente.
  • Non sollevare il labbro corrispondente al dente sottoposto all’apicectomia per evitare di allentare i punti di sutura praticati sulla gengiva;
  • Osservare il riposo assoluto nei 2-3 giorni successivi all’intervento;
  • Sciacquare delicatamente la bocca con collutori disinfettanti (es. clorexidina 0,2%) solo 12-24 ore dopo l’apicectomia. Continuare gli sciacqui per almeno due settimane successive all’intervento

Prognosi

Il tasso di successo dell’apicectomia è molto alto specie se il dentista, nell’esecuzione dell’intervento, utilizza le nuove tecnologie come il microscopio e strumenti ad ultrasuoni.

Questi ultimi due presidi, infatti, permettono al clinico la perfetta visuale del campo operatorio quindi una migliore preparazione della cavità radicolare con conseguente otturazione e ricostruzione conservativo-protesica.

Il tutto si traduce in una prognosi di lungo periodo che è del tutto sovrapponibile a quella di un dente sano.

Apicectomia rischi e complicanze

03Rischio di infiammazione

Il rischio più frequente in cui si può incorrere dopo l’apicectomia è quello legato alla formazione di infezione dovuta alle suture le quali, se tenute in sede troppo a lungo, vengono colonizzate da batteri che creano un nuovo focolaio di infezione ed impediscono alla ferita di guarire nei due giorni successivi all’intervento (guarigione di prima intenzione).

Se ciò si verifica, il medico dovrà adoprarsi per eliminare tale nuovo focolaio per indurre la cicatrizzazione dei lembi (guarigione per seconda intenzione).

A questo punto si capisce bene il motivo della copertura antibiotica pre e post intervento di apicectomia e la necessità di effettuare risciacqui con un collutorio alla clorexidina a partire dalle 24 ore successive alla seduta.

Apicectomia rischio di fallimento

Il rischio più grave è quello del fallimento dell’apicectomia che si registra sia obiettivamente ovvero il paziente sente calare il dolore nell’immediato post intervento che, però, nel periodo successivo si riacutizza sia con una radiografia da cui si può vedere chiaramente che la radiotrasparenza che individua il granuloma, è rimasta identica se non, addirittura, aumentata.

Quando la chirurgia endodontica ortograda (devitalizzazione e ritrattamento canalare) e quella retrograda falliscono, l’unica via praticabile è quella dell’estrazione del dente.

Per sostituire l’elemento dentale rimosso, sarà necessario costruire un ponte oppure far ricorso all’implantologia dentale con l’inserimento di un impianti e relativa singola protesi (capsula o corona)

Controlli e follow up

Dopo l’intervento di apicectomia, l’unico controllo necessario è quello per togliere i punti di sutura che, normalmente, viene fissato dopo 2 o 3 giorni dall’operazione.

Dopo circa 6 mesi il paziente dovrà tornare dal dentista per effettuare un nuovo esame radiografico per verificare il progressivo riassorbimento della radiotrasparenza.

Dodici mesi dopo l’intervento di apicectomia, la radiotrasparenza deve essere totalmente sparita ad indicare il totale riassorbimento del granuloma.

Se anche dopo un anno dall’intervento le condizioni del dente che ha subìto l’apicectomia sono ottimali dal punto di vista conservativo, le probabilità che il granuloma possa recidivare sono estremamente scarse.

Più in generale, un’apicectomia perfettamente riuscita garantisce una straordinaria (e permanente) copertura dalle infezioni apicali in generale.